CROCEVIA, PUNTI D’INCONTRO DI PIÙ STRADE 

ENZO MONTAGNA

presentazione a cura di Maria Lucia Ferraguti

Inaugurazione Sabato 09 Marzo alle ore 18.00.

La mostra sarà aperta la pubblico dal 09 Marzo 2019 al 27 Aprile 2019.

 

Caro amico,
a differenza dei colori, che nelle nostre tele grezze fluiscono con disinvoltura dialogando su impercettibili frequenze, le parole incespicano, si fanno spigolose e poco duttili.
In questa occasione però provo a servirmene, nell’intento di esprimer ti l’importanza per me di averti incontrato come uomo e come artista ad uno degli incroci lungo il percorso della vita.
Le vie che ci accomunano non sono certo le strade caotiche e affollate delle grandi città, ma piuttosto quei sentieri sassosi, spesso impervi, ai margini del mondo, dove l’aria è sottile e il tempo si dilata nell’incedere lento e cadenzato dei passi.
Un’ incessante ricerca di quel qualcosa perduto, o forse solo coperto dal troppo rumore del vivere contemporaneo .di cui ritroviamo traccie nel colore di un legno eroso dal mare, nel vapore della terra arata da poco, nell’aroma di un sacco di juta usato.
L’empatia con l’umanità raramente è diretta, ma si fa sintonia nell’osservare oggetti abbandonati, muri dipinti e scrostati, vecchie porte chiuse, quasi che il tempo, mitigandone l’irruenza, ne consenta una sorta di riconciliazione.
Ma rimaniamo colpiti dal “vero” anche nel fragore del sorriso di un bimbo sporco di terra capace di ridere di niente, o nella profondità dello sguardo di un contadino con i solchi del sole sul viso.
Emozioni, immagini, sensazioni che come polvere hanno intriso i nostri pennelli facendosi nella tela materia, colore, spessore e luce.
Dipingiamo, animati da quel desiderio di riscatto del “bello” sul futile e sul superfluo, ritrovandolo nella natura, mai buona ma giusta e parzialmente nelle civiltà, qualora capace ancora di averne rispetto.

Ho avuto occasione di ascoltare un intervista fatta ad Edward Hopper in cui citava, ritenendolo un principio fondamenta le della pittura, un passo di Goethe: “il fine primario e ultimo di tutte le attività letterarie
è la riproduzione del mondo che mi circonda, utilizzando il mondo che è in me, impossessandomi di tutte le cose per combinarle, rimodellarle e ricostruirle sotto una nuova forma, personale e originale“.
Concludo con queste parole , che in me risuonano e potranno essere motivo di riflessione e confronto in uno dei nostri prossimi incontri.
Grazie Enzo. per essere presente nella mia strada.

Lettera di Daniele Marcon ad Enzo Montagna

Le opere di Enzo Montagna alimentano un’atmosfera segnata dalla ricerca delle ragioni del vivere; lo suggeriscono la tela, il legno, i tessuti plastificati, i diversi materiali raccolti nel percorso della vita, selezionati e sempre più ricercati per integrare lo sviluppo dei quadri. Il fine dell’artista è di dipingere il nucleo misterioso dell’esistenza .

Il titolo della mostra “Crocevia” appare quasi un’esigenza nel far convergere nelle opere in mostra esperienze e conoscenze per l’intento di non dimenticare, posto fin dall’avvio in modo preciso e trasferito in pittura dando ascolto a voci primigenie. Montagna unifica i fulcri più intensi della conoscenza, ora più raccolti, altre volte più narrativi: li eleva nell’incontro fra i luoghi della sua terra e quelli di altre terre in una molteplicità di espressioni idonee a scioglie re le complessità per giungere, attraverso la pittura al fulcro dell’esistenza e della vita.

«Ci vogliono parecchi luoghi dentro di sé per avere qualche speranza di essere se stessi»: la frase di Pontalis sembra porsi al l’inizio del percorso espositivo di Montagna.
Egli contrasta nei dipinti il nero con il bianco; articola il nero in tavole tese ed inchiavistate da intromissione di ferro; oppone zone cromatiche dove il raro variare del colore genera la luminosità. Montagna dipinge per dar luogo in pittura a un “lessico” che racconta di sé fino a coinvolgere nella sua vita anche l’attualità.

Maria Lucia Ferraguti Vicenza, febbraio 2019

Enzo Montagna www.enzomontagna.it

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